Slide 1
La nascita di Farmigea e l’entrata in scena della famiglia Federighi
Atto costituto di Farmigea

L'atto costitutivo della società

La nostra storia ha inizio il 24 aprile 1946 nello studio del notaio Guglielmo Gambini in centro a Pisa dove si ritrovano 3 soci, Giuseppe Rossini, Ugo Mannucci, Aldo Cerri, per fondare la società “Farmigea – Laboratori Prodotti Farmaceutici, Igenici e Affini – Società a responsabilità limitata”. Il capitale sociale è quasi interamente versato dal Rossini che assume anche la carica di amministratore unico. L’oggetto sociale è la “fabbricazione e commercio dei prodotti medicinali ed igienici in genere, materiale sanitario, detersivi, profumerie e prodotti affini e similari”, tuttavia sono i farmaci il vero obiettivo della società.

I primi mesi di attività sono particolarmente duri. Il paese deve essere ricostruito dopo il dramma della Seconda Guerra Mondiale, il capitale immesso dai soci è troppo poco per portare avanti investimenti ambiziosi e la società per tutto il 1946 si limita alle spese per acquistare gli impianti per la sede, trovata solo nel mese di settembre, e alle “prove sperimentali di alcune formule”. Nonostante gli sforzi i prodotti sono di formulazione non originale e con poco margine di crescita. A cui si aggiunge che la maggior parte delle risorse disponibili sono concentrate nelle spese di gestione e non per la “propaganda”.

Slide 1
Via Carmignani: la sede nel centro storico

Nel 1946 Farmigea apre la sede dello stabilimento in pieno centro storico in via Carmignani a pochi passi dal Lungarno e da piazza dei Miracoli. La palazzina scelta in una delle strade più frequentate della città rafforzerà il rapporto tra l’azienda e Pisa. Un legame rinsaldato anno dopo anno anche a fronte di un maggiore sforzo economico per effettuare ampliamenti e ristrutturazioni senza rinunciare però al centro storico.

Solo nel 2001, quando comunque lo scenario urbanistico era completamente mutato e il legame di una azienda con il territorio non passava più dalla sua localizzazione nel centro, Farmigea si trasferirà nell’area industriale alle porte della città in uno nuovo stabilimento adatto alle crescenti necessità e alle nuove sfide del futuro.

Piantina del palazzo di Via Carminiani dove si possono vedere i locali (5a, 5b, 5c) adibiti alle produzioni dei primi colliri.

Slide 1

Ma quando sembra che il destino della società sia il fallimento entra in scena la famiglia Federighi. Già pochi mesi dopo la nascita di Farmigea, infatti, Antonio Federighi, facoltoso imprenditore agricolo pisano, acquisisce una quota di minoranza (50 quote su 300 complessive). È un primo passo.
L’obiettivo di Antonio è tuttavia ambizioso: ha individuato nella farmaceutica un settore destinato ad una crescita costante soprattutto nell’Italia del Dopoguerra. Inoltre, è alla ricerca di un investimento sicuro per il futuro dei figli Laura Alberta, Leopoldo e Alberto a cui vuole lasciare qualcosa di più promettente che le sole proprietà agricole. In più ha intuito che il vero problema della società è riconducibile alla sola assenza di fondi per il lancio di nuovi prodotti e per la ricerca.

Nel 1949, dopo altri bilanci di grande difficoltà, Antonio decide di rompere gli indugi e acquisisce il pieno controllo della società: il 24 febbraio 1949 acquista dagli altri 3 soci tutte le quote (ridistribuendole poi in parte ai figli e alla moglie), nomina la figlia Laura Alberta amministratore unico e immette nuovo capitale per sostenere i costi di gestione e per rilanciare l’attività di ricerca.

Slide 1
Leopoldo, l’uomo della ricerca:

Leopoldo Federighi seduto alla sua scrivania

Nella nuova società disegnata da Antonio i figli hanno da subito un ruolo attivo. Laura Alberta esordirà con il ruolo di amministratore unico che terrà a lungo mantenendo in seguito sempre ruoli amministrativi. Leopoldo, invece, laureato in veterinaria si occuperà fin da subito di tessere i rapporti con le Università e ciò permetterà all’azienda di crescere rapidamente e di portare avanti studi e ricerche in collaborazione con diversi atenei. Grazie a questi rapporti nel 1951 l’azienda vira verso il settore dell’oftalmologia: “I prodotti oftalmici si vanno sempre più affermando e, una volta superato il periodo delle notevoli spese iniziali, daranno certamente i dovuti frutti. Nuovi prodotti biologici sono stati ideati e in questi riponiamo le maggiori speranze della Società".1 Leopoldo si occuperà anche di sviluppare l’internazionalizzazione in tempi in cui non era affatto facile. In lungo periodo trascorso in Africa fonderà una succursale in Congo mentre in Italia dirigerà anche la filiale di Roma.

Slide 1

Inizia così la storia della famiglia Federighi in Farmigea. Nei primi anni lo sforzo maggiore è per ripianare i debiti contratti dalla precedente gestione, proporre nuovi prodotti e attrezzare un migliore laboratorio di ricerca. Ma soprattutto individuare un settore in cui concentrare le risorse economiche e umane: sarà scelta l’oftalmologia. Che da quel momento diventerà la specializzazione di Farmigea.

1 Relazione dell’amministratore unico al bilancio del 1951